01 aprile 2025
01 aprile 2025

Kamara: "Spero in un gran finale di stagione"

L'esterno bianconero a Udinese Tonight

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Dopo il match contro l'Inter, l'ospite di Udinese Tonight è stato Hassane Kamara. Il numero 11 bianconero ha analizzato la partita di San Siro e la sua stagione finora, oltre a parlare del suo rapporto con i compagni, degli obiettivi per il finale di stagione e delle differenze tra Italia, Francia e Inghilterra.

La chiacchierata inizia con l’analisi della prestazione di San Siro: “Come avete visto tutti, alla fine potevamo segnare il secondo gol, però non ci siamo riusciti. È importante giocare due tempi, perché se ne giochi uno solo contro squadre così forti è impossibile vincere. È positivo aver dimostrato di poter fare bene contro una big, ma ora dobbiamo rimanere concentrati per tornare a vincere, perché sono già due partite che manca la vittoria. Non abbiamo mollato, contro l’Inter magari abbiamo avuto un po’ di paura, ma poi abbiamo fatto di tutto per recuperare. Eravamo un po’ tesi, giocare a San Siro fa sempre un certo effetto, ma vi posso garantire che non stiamo mollando”. I bianconeri sono sul pezzo anche perché hanno un traguardo, ormai dichiarato, da tagliare: “L’obiettivo è raggiungere i 50 punti. Dobbiamo lavorare duro, abbiamo delle partite difficili davanti a noi, ma penso che se giocheremo come spesso abbiamo fatto di recente le cose andranno bene”.

Domenica la scossa è arrivata tra un tempo e l’altro e Kamara conferma che è stato anche merito delle parole di mister Runjaic: “Il mister ci ha detto che avevamo giocato male, ma che nel secondo tempo saremmo dovuti andare forte perché segnando un gol avremmo riaperto la gara”.

Contro l’Inter è mancato il grande amico di Kamara, nonché capitano bianconero, Thauvin: “Florian non è ancora pronto, ci vuole ancora un po’ di tempo per il suo rientro. Noi sentiamo la sua assenza, sia come giocatore che come personalità in campo. Lui ci dà fiducia, se siamo in difficoltà si carica la squadra sulle spalle. È più difficile senza di lui”. I due sono stati molto uniti sin dall’inizio della scorsa stagione: “Ora vediamo Florian così, ma due anni fa non giocava spesso, era un momento difficile per lui, ma ha sempre lavorato tanto. Quando sono arrivato volevo aiutarlo, è un grande giocatore e un grande uomo. Gli sono stato vicino da subito e oggi sono felice che tutto vada bene per lui”. Kamara e Thauvin hanno anche una loro esultanza, che sfoggiano ad ogni gol di uno dei due: “A inizio anno mi ha chiesto se volevo fare con lui questa esultanza, in passato la faceva con Pogba”.

Kamara è contento di quanto ha fatto fin qui, ma sa che può fare ancora di più: “Sono contento della mia stagione, ma non è ancora abbastanza. Ho avuto due mesi difficili a novembre e dicembre, voglio essere più costante. Devo continuare a lavorare, a crederci e a fare il meglio possibile”. Il cambio di modulo arrivato a febbraio ha in qualche modo svoltato la stagione dell’ivoriano: “Ho sempre giocato a quattro, è più naturale per me. A cinque è diverso, mi piace perché posso attaccare di più, ma a quattro è più facile”. In entrambi i ruoli, il suo compagno-concorrente è Jordan Zemura: “Io e Jordan abbiamo un bel rapporto, siamo esseri umani prima che calciatori, con i compagni passiamo più tempo che con la famiglia. Quando gioca lui lo aiuto, ovvio che vorrei giocare sempre, ma se non tocca a me io voglio aiutare, lui per me è come un fratello minore. Tra i due, però, sono comunque più veloce io”.

Anche con Oumar Solet ha stretto un bel rapporto: “Giochiamo spesso alla Switch, ma lui non è proprio capace (ride, ndr). È un ragazzo tranquillo, in campo e fuori, e questa è la sua forza. Poi ha esperienza, ha già giocato in Champions League. Per lui è stata facile l’integrazione in squadra perché siamo in tanti a parlare francese, ma è impressionante vedere come sembri giocare da due anni con noi”.

In stagione Kamara si è sempre espresso su buoni livelli, tranne nella sconfitta di Como. L’esterno bianconero ha però un retroscena da svelare: “Avevo la febbre. Ho forzato per giocare e poi ho fatto tutto male. Ho detto al mister che stavo bene, lui si è fidato, ma non era così”. In quell’occasione mister Runjaic lo ha poi sostituito all’intervallo, riconoscendo con franchezza come non avesse giocato nel modo in cui si aspettava: “In spogliatoio serve avere un rapporto sincero, perché la fiducia è necessaria. È un bene per la squadra che il mister faccia così, perché se giochi male e non hai nessuno che ti mette pressione non puoi ottenere un buon livello”. Poi, sottolinea l’importanza dell’atteggiamento: “Se la squadra entra bene in campo puoi mettere i giocatori che vuoi, ma se l’atteggiamento è sbagliato la partita andrà male indipendentemente da chi viene schierato”.

Prima di arrivare a Udine, Hassane Kamara è passato per Francia e Inghilterra, portando sempre con sé i suoi gatti Tipsy e Simba. Quali sono le differenze che vede nel calcio dei tre paesi? “In Italia tutte le squadre sono difficili da affrontare, sono tutte organizzate tatticamente. In Inghilterra c’è tanta intensità e ci sono più fuoriclasse. In Francia il campionato è meno difficile di quello italiano, ma come talento individuale siamo alla pari”. E in cucina chi vince? “In Italia ovunque vai mangi bene, ma se in Francia vai in un ristorante stellato il livello è imbattibile”. Kamara ha potuto avere un assaggio anche della cucina friulana: “Ho già mangiato il frico e posso dire che mi piace”. Ma anche l’affetto friulano gli è piaciuto: “Sento il calore della gente, poi quest’anno i risultati aiutano. In casa sento sempre i cori dei tifosi e mi fa piacere”.

Infine, cosa si aspetta Kamara dal finale di stagione? “Per prima cosa vi faccio due nomi, Modesto e Pafundi. Loro in allenamento sono molto bravi, hanno un buon atteggiamento, possono far vedere grandi cose. In generale spero che faremo un gran finale di stagione, non dobbiamo pensare ai 50 punti ma concentrarci sulle singole partite. Non molleremo e poi faremo i conti alla fine. Le voci di mercato possono distrarre, ma non credo succederà a noi. Come giocatore vuoi andare sempre più in alto, e gli obiettivi individuali aiutano la crescita di tutta la squadra. Vogliamo ancora dimostrare sul campo”.