24 febbraio 2020
24 febbraio 2020

Bologna-Udinese in pillole

Il report statistico della gara contro i rossoblu

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Il match dello stadio Dall’Ara, anticipo della venticinquesima giornata di campionato, termina con il risultato di 1–1: alla rete del vantaggio di Stefano Okaka, attualmente migliore marcatore stagionale dell’Udinese (5 gol) in compagnia di De Paul, ha risposto quella di Rodrigo Palacio, che invece sale a quota 6 centri. Si tratta del diciannovesimo pareggio tra le due squadre su 70 precedenti totali nella storia della Serie A, cui si sommano 26 successi dei felsinei e 25 dei bianconeri. Discorso diverso, se vengono presi in esame i 17 face to face andati in scena, proprio al Dall’Ara, dall’inizio del duemila a oggi: in questo caso Bologna e Udinese contano 7 vittorie a testa e 3 pareggi, il più recente dei quali risaliva al novembre del 2012: un altro 1–1, con le firme di Alessandro Diamanti e Antonio Di Natale. 

La chiave tattica

C’è del rammarico,per via del gol incassato nei minuti di recupero, praticamente sull’unica leziosità commessa dalla retroguardia, al netto di un match approcciato e condotto sino a quel momento con grande tenacia  ma con qualche difficoltà nel finale contro un Bologna in assetto da guerra, schierato da Mihajlović con un 4–2–4, mister Gotti ha deciso di confermare la medesima formazione vista nell’ultima partita casalinga con l’Hellas Verona, con Becão ancora titolare, in luogo dell’indisponibile De Maio. Già nei primi minuti i padroni di casa hanno dimostrato un atteggiamento aggressivo, determinato, votato a intasare le linee di passaggio della retroguardia bianconera, con Rodrigo Palacio praticamente fisso nella marcatura su Mandragora e Domínguez sempre pronto a spingersi in attacco, ma gli uomini di Gotti non hanno trovato eccessive complicazioni nello sviluppare le proprie trame. Intorno al primo quarto d’ora di gioco l’Udinese era, sì, sotto nel possesso palla (58%–42%), ma non lo era invece in termini di qualità del palleggio (82%–88%), né tantomeno nelle occasioni create (1–1 nei tiri, frutto dei tentativi velleitari di Palacio e Lasagna). L’equilibrio sostanziale tra le due compagini ha iniziato letteralmente a venire meno dopo il ventesimo, con le prime conclusioni nello specchio di De Paul e Riccardo Orsolini, molto probabilmente i migliori in campo delle rispettive formazioni. Poco dopo la mezz’ora è arrivato il gol del vantaggio friulano, firmato da Stefano Okaka, che per la prima volta nel corso della sua carriera è riuscito a segnare contro la stessa squadra in entrambi i match stagionali. Una marcatura che nel concreto ha spaccato la partita, almeno in quel momento, coi felsinei ancora avanti nel possesso palla (55%–45%), seppure con tre punti percentuali persi, ma decisamente più imprecisi a livello gestionale (79% di precisione). Nonostante la sostituzione obbligata di Sema, che per via di un infortunio ha lasciato il posto a Zeegelaar, l’Udinese ha terminato la prima metà di gara senza correre rischi significativi, se non per un paio di fiammate di Barrow: un’ottima prestazione in senso assoluto, che viene certificata da alcune statistiche dei singoli. Spiccano i 3 contrasti su 4 vinti nel cuore della mediana da Mandragora, così come l’ottima gestione del pallone di Nuytinck, che nel corso dei primi 45’ ha amministrato l’8.2% del possesso palla bianconero, attraverso 42 tocchi e 32 passaggi completati positivamente su 38 complessivi. Nel secondo tempo, il Bologna ha cominciato subito a riversarsi in attacco, ma trovandosi contro una squadra ben schierata e ben organizzata nel contropiede, Mihajlović ha optato per un cambio di modulo: dal 4–2–4 al 4–3–3, con l’uscita di Skov per il giovanissimo Andri Baldursson, più centrocampista, nonché quarto classe 2002 a debuttare in Serie A (dopo Esposito, Agoumé, e Traoré). La contromisura adottata da mister Gotti è stata, invece, Walace per Fofana, sancendo il passaggio al doppio playmaker. Il successivo ingresso di Mato Jajalo per Lasagna, a dieci minuti dal termine, ha portato all’avanzamento di De Paul alle spalle di Stefano Okaka, come vera e propria seconda punta. L’Udinese ha costruito la maggior parte dei suoi attacchi cercando di sfruttare a pieno regime le fasce (19 a sinistra, 20 a destra, 5 dal centro), costruendo 19 ripartenze dai recuperi difensivi. I friulani, inoltre, hanno concluso il 71% delle proprie occasioni (7 tiri) dall’interno dell’area di rigore: l’11% in più rispetto ai rossoblù. Un dato, quest’ultimo, che si fa testimone di una gara giocata a viso aperto, per portare a casa il bottino pieno. Il Bologna ha trovato comunque la via del pareggio con il sempreverde Palacio, caparbio e volpesco nello sfruttare l’unica amnesia difensiva della retroguardia bianconera. Non resta che continuare a lavorare duramente, in sintonia, verso un traguardo che comunque è pienamente a portata di mano. Il rammarico deve, per forza di cose, tramutare in rabbia – nell’accezione più positiva del termine – e soprattutto in voglia di venire a capo di questo periodo non semplice. 

Rodrigo De Paul, la costante bianconera

Nel cuore di una partita estremamente tattica e contrassegnata da tantissimi errori, anche per via di un’intensità quasi ipercinetica nel fluire del gioco, Rodrigo De Paul è riuscito come suo solito a dare razionalità e ordine alla manovra bianconera. Il centrocampista argentino, contro il Bologna, è stato field leader dell’Udinese in quanto a mole di gioco amministrata (il 5.2% del 40% totale), attraverso settantuno tocchi e 37 passaggi completati positivamente, su 46 tentati, dunque con una precisione pari all’80%. Alle solite doti di palleggio si aggiungono anche 3 key passes (solo Nico Domínguez ha fatto meglio, con 4), 2 dribbling riusciti, 4 contrasti vinti su 5 (80%) e 1 tiro on target, oltre all’assist confezionato per l’incornata di Okaka, ovviamente: il secondo in questo campionato dopo quello col Milan, alla Dacia Arena, in occasione della prima giornata. 

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