27 aprile 2020
27 aprile 2020

LA STORIA DELL'UDINESE IN EUROPA

Seconda parte

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1998-99
Inizia sulla panca bianconera l'avventura di Francesco Guidolin che raccoglie la pesantissima eredità lasciatagli da Alberto Zaccheroni. Il Guido riparte dopo la splendida avventura alla guida del Vicenza con cui ha vinto la Coppa Italia 1996-97, mentre un anno dopo ha condotto l'undici berico sino alle semifinali della Coppa delle Coppe per poi inchinarsi al Chelsea. L'Udinese dunque sembra in mani sicure, il tecnico di Castelfranco deve però fare a meno di Bierhoff ed Helveg, in compenso stanno crescendo alcuni giovani, Bachini, Jorgensen. Là davanti c'è Sosa chiamato a fare le veci di Bierhoff, ma che inizialmente non ingrana. Poi riuscirà a sbloccarsi e a far sorridere il preoccupato Guidolin. Soprattutto c'è Amoroso, non più attaccante esterno, ma falso nueve. Il Guido vuole sfruttare la sua rapidità, il suo scatto bruciante e Amoroso sarà determinante per la conquista del quinto posto dopo che l'Udinese sembrava addirittura in grado di poter accedere alla Champions League. Fatale sarà la sconfitta casalinga nel penultima otto contro il Perugia, 1-2. Guidolin vorrebbe disegnare i suoi con il 4-4-2, ma come si fa a rivoluzionare l'assetto tattico grazie anche al quale Zac aveva plasmato la grande Udinese? Per cui il 3-4-3 diventa 3-4-1-2 con Locatelli dietro il binomio offensivo Sosa (o Poggi)-Amoroso.

Guidolin è carico di responsabilità: sa che non può deludere. I programmi dell'Udinese sono ambiziosi, pure in Coppa Uefa, c'è soprattutto voglia di rifarsi per la beffarda eliminazione nella precedente edizione ad opera dell'Ajax, ma il sorteggio non è dei favorevoli, al primo turno la squadra bianconera deve vedersela con il Bayer Leverkusen una delle formazioni più accreditate e la gara di andata è in calendario al “Friuli”. Il 15 settembre 1998, davanti a 28753 persone paganti, per un introito di un miliardo 193 milioni 265 mila lire; l’undici bianconero, che dopo due gare in campionato è in testa alla classifica con 4 punti in condominio con Fiorentina, Milan e Inter, ce la mette tutta per ipotecare il passaggio al secondo turno. Gioca con il cuore, ma denuncia pecche come condizione generale e a livello tattico. Il tridente “mobile” Poggi, Jorgensen e Amoroso non punge, la difesa tedesca, ben impostata dal tecnico Christoph Daum, non ha difficoltà a neutralizzare l’attacco udinese con Amoroso purtroppo evanescente. Oltretutto la gara per l’Udinese si fa subito in salita, al 12’ la vecchia volpe Kirtsten va a bersaglio: cross alto dalla bandierina di Beinlinch, torre di Maijer, tuffo di Kirsten e vantaggio del Bayer. La squadra di Guidolin accusa nettamente il colpo, ma non ci sta, cerca di reagire soprattutto con Bachini, ma la manovra è prevedibile e deve attendere il 37’ della ripresa per pareggiare grazie ad una punizione dal limite di Walem. Finisce 1 a 1, un risultato che favorisce la squadra tedesca. Quella sera Guidolin si è affidato a: Turci, Bertotto, Calori, Pierini, Navas (13’st Pineda), Giannichedda, Walem, Bachini, Poggi (6’ st Locatelli), Jorgensen (19’ st Sosa), Amoroso.Questa invece la formazione dei tedeschi. Mattysek, Zivkovic, R. Kovac, Nowotny, Ramelow (22' st Bonieh), Heintze, Emerson, Beinlich, Zé Roberto, Kirsten (44' st N. Kovac), Maijer (34' st Rink).

IL RITORNO
Il 29 settembre si gioca la gara di ritorno nella bolgia dell’Haberland Stadion di Leverkusen. L’Udinese appare spavalda, più sicura, impensierisce i “farmacisti”, ma al momento di concludere sbagliano un po’ tutti. Il Bayer, per contro, gioca con ordine e di rimessa, anche se accusa l’assenza del suo uomo più prestigioso, il regista brasiliano Emerson (in seguito punto di forza della Roma e della Juventus). L’Udinese alla mezz’ora va vicina al gol con Locatelli dopo uno scambio stretto con Poggi, ma la sua conclusione dal limite esalta il portiere tedesco Matysek che sventa da campione. Nella ripresa al 19’ è Amoroso a impegnare ancora l’estremo difensore del Bayer con un colpo di testa. È una bella Udinese che gioca il tutto per tutto, che sembra in condizione di segnare il gol-vittoria-qualificazione. Guidolin al 25’ fa entrare anche El Pampa Sosa, ma 7’ minuti dopo passa il Bayer, con Beinlich che concretizza nel modo migliore una sponda aerea di Maijer. È la fine del sogno. Nel finale l’Udinese non è in grado di reagire. Peccato perché gli uomini di Guidolin quella sera hanno giocato meglio degli atleti del Bayer. 
Questa la formazione dei bianconeri: Turci, Gargo, Calori, Pierini (40’ st. Navas) Bachini, Giannichedda, Walem, Pineda (35’ st. Sosa), Poggi (13’ st. Jorgensen), Locatelli. Amoroso. Il Bayer è sceso in campo con: Mattysek, Nowotny, R. Kovac (10' st N. Kovac), Happe, Heintze, Zivkovic, Ramelow, Beinlich, Zé Roberto, Kirsten (27' st Rink), Maijer (40' st Mamic).
L’Udinese, partita con il piede sbagliato in quella stagione anche in campionato (a parte le prime due giornate di cui abbiamo fatto cenno), si è riabilitata a partire da gennaio 1999 conquistando il sesto posto (dopo aver vinto lo spareggio con la Juventus) e il terzo pass per l’Europa. 

(continua)
G.G.
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