10 febbraio 2020
10 febbraio 2020

Brescia - Udinese in pillole

Il report statistico della gara contro i Biancazzurri

UC_Match-Report_sito (1).jpg
La prima rete in campionato di Dimitri Bisoli e la quinta di Rodrigo De Paul suggellano il pareggio tra Brescia e Udinese nel ventitreesimo turno, allo stadio Rigamonti. Sale a quota 22, il numero di scontri diretti nella storia della Serie A tra le due squadre, con 9 vittorie dei bianconeri, 6 delle Rondinelle e 7 pareggi. Il Brescia ha vinto solamente 1 degli 11 confronti in massima serie contro l’Udinese avvenuti durante il girone di ritorno, con un 3–1 nel febbraio 2001 (4 sconfitte e 6 pareggi). I bianconeri invece escono imbattuti dallo stadio Rigamonti per la quarta volta consecutiva, con 3 successi ed 1 pareggio.

La chiave tattica

A posteriori permane un retrogusto agrodolce, in cui coabitano la tangibile controprova di un’identità ormai acquisita in termini di gioco e un filo di rammarico, in virtù del risultato finale. Ieri l’Udinese ha ampiamente dominato la partita, ha soggiogato il Brescia imponendo un ritmo intenso, impostato per lunghi tratti sull’aggressione della verticalità e la ricerca degli esterni di centrocampo, ma nonostante l’ottima prova dei bianconeri la gara è terminata con un pareggio. I padroni di casa, reduci dal cambio allenatore con il passaggio di consegne da Eugenio Corini a Diego López, nell’arco dei novanta minuti sono stati più che altro spettatori passivi, poco incisivi in attacco e spesso insicuri nel cuore della fase d’impostazione. Sin dai primi giri di orologio l’Udinese ha mostrato un’altra verve, ha impostato dalle retrovie una manovra rapida e densa, attestandosi intorno al primo quarto d’ora sul 65% di possesso palla e colpendo una velenosa traversa con Kevin Lasagna. La retroguardia di Gotti non ha trovato un grosso ostacolo nel tandem Balotelli–Ayé, piuttosto caracollanti nella fase di pressing (0 contrasti nel primo tempo), riuscendo così a dialogare frequentemente con Sema e Larsen, sempre nevralgici nella fase di transizione offensiva (13 attacchi centrali, 26 da destra e 25 da sinistra, in 90’). Il primo tempo sostanzialmente si è tradotto in un totale predominio bianconero: 14–3 nei tiri (4–1 on target), 5–1 in quanto a reali occasioni da gol prodotte, 61%–39% nel possesso palla (253–169 passaggi e 12–2 key passes), 78%–67% nella precisione del fraseggio, 16–12 nei contrasti e 49–27 nei recuperi difensivi. I lombardi hanno notevolmente faticato a rendersi pericolosi negli ultimi sedici metri, con Niko Špalek pressoché annullato dalla stretta marcatura di Jajalo, mentre le parate di Jesse Joronen (3 decisive, su quattro totali) hanno incatramato il risultato sullo 0–0. Nella seconda metà di gara Gotti ha inserito in mezzo al campo Mandragora, per dare più dinamismo al reparto, e supporto ai due attaccanti, mentre López ha optato per un cambio di modulo: dal 4–3–1–2 al 4–4–2 con l’ingresso di Jaromír Zmrhal, più esterno naturale rispetto a Špalek. Eppure, l’equilibrio del match non ha risentito di alcun mutamento significativo. L’Udinese, che nel corso del primo tempo non ha mai gestito meno del 58% di possesso palla, ha continuato a manovrare insistentemente: difatto il 33% del gioco complessivo si è sviluppato nel terzo di campo bresciano, il 25% nel terzo di campo bianconero e, infine, il 42% lungo il corridoio centrale. Gli uomini di Gotti nelle statistiche finali contano 25 tiri tentati a 8, conclusi nel 72% dei casi dall’interno dell’area di rigore (contro il 50% del Brescia), ma un’altra traversa, stavolta colpita da De Paul, e i ripetuti prodigi di Joronen hanno impedito ai friulani di portarsi meritatamente in vantaggio sugli avversari. Il gol dell’1–0 del Brescia nasce da un blackout difensivo di Troost Ekong e De Maio in termini di lucidità: un errore sul quale Musso ha potuto ben poco, che ha rischiato di compromettere irrimediabilmente le sorti della partita. I padroni di casa sono anche andati vicini al raddoppio con un altro tentativo di Bisoli e poi con Donnarumma, ma nonostante le insidie De Paul ha trovato il gol del (meritatissimo) pareggio durante i minuti di recupero, riequilibrando il risultato. C’è consapevolezza, come irreversibilmente c’è del rammarico. Le statistiche finali sono testimoni dell’ottima prestazione dell’Udinese: 60%–40% nel possesso palla (80%–67% nella precisione) e 11–5 nelle occasioni da gol prodotte, 18–13 nei contrasti e 16–13 nei duelli aerei, per fare qualche esempio. Non sono arrivati tre punti, che guardando alla classifica attuale sarebbero stati assai preziosi, ma la prestazione c’è stata e deve essere presa a modello per ogni partita che verrà. Sempre con il coltello tra i denti.

Rodrigo De Paul sempre più leader

Insieme a Ciro Immobile e Felipe Caicedo, il centrocampista argentino è il calciatore di questa Serie A che ha segnato il maggior numero di gol negli ultimi cinque minuti di partita (3): quando il diéz segna l’Udinese non perde mai (4 vittorie e 1 pareggio), statistica quest’ultima che lo rende uomo simbolo e autentico talismano della squadra di Gotti. Ieri pomeriggio Rodrigo De Paul ha amministrato il 10.7% (11.2% nel primo tempo) del possesso palla bianconero (60.4%) attraverso 115 tocchi compiuti e 66 passaggi completati positivamente su 81 tentati, dunque con un tasso di precisione pari all’84%, a cui vanno ad aggiungersi anche 6 key passes. Numeri emblematici, nobilitanti, che vengono corroborati e completati dal 100% di successo nei contrasti, 1 spazzata difensiva, 1 intercetto e una percentuale on target del 50% nei tiri tentati (2 su 4). L’argentino attualmente è il migliore marcatore dell’Udinese in campionato davanti a Kevin Lasagna e Stefano Okaka, entrambi fermi a quota 4 centri. Genío y locura.

Condividi su
Questo sito utilizza cookie, continuando a navigare acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni sono disponibili al link Privacy.
Accetto